Via del Circo Massimo, 00186 Roma, Italia

Circo massimo si trova dentro le mura aureliane, al centro di una vasta area archeologica molto verde

E’ raggiungibile con la metropolitana, linea B, fermata “circo massimo

Oggi ci appare come una vasta area dove i romani vanno ad allenarsi, portano a spasso i cani o leggono un buon libro, ma in antichità, questo prato era la più grande struttura per lo spettacolo di tutti i tempi. Lungo 600 metri e largo 140 metri, poteva ospitare fino a 300.000 persone, era un antico circo dedicato alle corse dei cavalli, situato tra l’Aventino e il Palatino e ricordato come sede dei giochi ma soprattutto come inizio della storia della civiltà romana.

Infatti, è proprio qui che fu messo in atto il famoso “ratto delle sabine

Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolse alle popolazioni vicine per stringere alleanze e poter approfittare delle loro donne, (visto lo scarseggiare del sesso femminile nella nuova Roma), ma visto il rifiuto, agì con furbizia, e mise in atto il “ratto delle Sabine”, una delle vicende più antiche. Organizzo un grande spettacolo al Circo Massimo, invitando i vicini regni, con l’intenzione di rapire le loro donne e così fece, da li, l’inizio della storia della città eterna.

La prima costruzione, probabilmente in legno avvenne intorno al VI secolo a.C., solo intorno al 329 a.C. si ebbe il primo impianto stabile, per poi arrivare a Giulio Cesare che nel 46 a.C. diede una forma definitiva in muratura con posti a sedere su spalti. Venne poi completato dall’Imperatore Augusto con l’aggiunta di un obelisco egiziano, ora visibile in Piazza Del Popolo e poi, da un secondo obelisco che oggi si trova nella magnifica piazza di San Giovanni Laterano.

Recenti scavi hanno portato alla luce reperti che ci permettono di tracciare con più precisione anche ciò che circondava il bellissimo circo, come negozietti, bancarelle, taverne e tutto ciò che era necessario per condurre attività di mercato e di scambi con le altre popolazioni e di conseguenza la socializzazione con gare scenografiche e giochi grandiosi.

Quello che resta a noi visitatori, probabilmente è nulla a confronto di quello che era un tempo, ma se in una bella mattina di sole, ci si stende sull’erba del Circo massimo e si chiudono gli occhi, si riesce ad immaginare i romani sugli spalti che fanno il tifo per il loro carro preferito, e se si ascolta bene, si riesce a sentire anche il nitrito dei cavalli, che stanchi, corrono e danno il massimo per vincere. Esperienza da non perdere.

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